Baby


Le gambe arcuate da giocatore,  fisico asciutto , una naturale simpatia che ti coinvolgeva a prima ed ultima vista “alla Nabokov”, capelli bianchi, lunghi, lisci, occhi nascosti da occhiali neri , sempre elegante in nero. Baby apparteneva alla persona a cui era sfuggito qualcosa.

Nel bar di Piazza Pia,  si incaponiva con il cinesino che era dentro i videopoker, quel cinesino che non saltava fuori al momento giusto per dargli il meritato “ pokerissimo”.

Nostro figlio ne era affascinato e suo padre lo issava su uno sgabello , alle spalle di Baby, perché potesse seguirlo nelle sue partite parlate ad alta voce con il cinesino che, assurdamente, non gli dava , ostilmente, risposte: essendo, per lui, un cinesino maleducatissimo.

Questo dava a noi il tempo di giocare in santa pace e concentrarci sulle varie uscite del videopoker. Giocavamo solo per divertirci, con la minima puntata, andavamo avanti per ore  come Baby, solo che lui raddoppiava forte, come una sfida senza divertimento, un prodotto del tempo  che, per lui, era spostato un tantino più in la. Dove? Ecchettifrega! se sei uno come Baby. Nella cometa della  ricchezza infinita, quella dei fantastiglioni, dei ricchi e  straricchi per davvero. Era la sua unica meta. La vita lo aveva fregato e doveva rifarsi.

Fluente e confidenziale continuava a parlare con il cinesino  con le sue solide sicurezze circa l’eventuale vincita…e nostro figlio adorava Baby. A pranzo, continuava a parlare del cinesino e del signore con i jeans da ragazzo nel  bar, come una persona magnifica  e strafottente ed armoniosa, in sincronia con i suoi voli di bimbo.-

Si capiva dal fisico di Baby,  ancora prestante che, tanti ani prima doveva esser stato notevole per  quell’armonia di muoversi, come avesse un bilanciere, che conservava intatta.

La VITA con  Baby , si era scatenata esultante e struggente. Sete di allungarsi  in altri luoghi, persone,  e giochi, alla ricerca della pozione magica che solo il sesso non poteva dare. Giurava a se stesso  che sarebbe diventato “normale”. Basta ! Perdio! Basta! Questa è l’ultima puntata! E’ l’ultima volta che gioco!

.Le pareti foderate di muschio verde,catapultato  nell’Oceano Indiano .

Luci ambrate e sfrontatezza, stracotto di soldi e benessere…. un tempo lontano.: il tarlo peloso della vecchiaia era avvolto e transennato: ,tanto se ne sarebbe parlato dopo un quarto di secolo, almeno e soltanto cinque minuti prima della sua morte, solo allora sarebbe diventato “ davvero” vecchio.

Quando Baby giocava  ai videopoker impugnava la vita per tirarla fuori dalla  sua custodia personale di  una  mezzanotte buia  per farla brillare e brillare…

Dal giorno  In  cui si rese conto che doveva lavorare anche  come muratore . Per togliersi da quel purgatorio, per allontanarlo da se .. forse poteva riportare le sue sensazioni  al riparo di un bosco ombroso e ricco di frutti come quando era ricco e non sapeva quanto lo fosse.

A cena i suoi due  figli maschi mangiavano con una ingordigia famelica.

Sua moglie, nella confusione generale della sua vita, era diventata  una posta senza francobollo .   La voleva? Non la voleva più e più, per davvero?

Dal momento che, non era tanto realista, non aveva capito l’accoppiata perdente della moglie più figli, magari quelli non si perdono mai fin che ne hanno bisogno; i figli, all’occorrenza, vengono al tuo funerale perché di te vogliono ricordare solo quello che a loro fa comodo ed il tuo funerale magari gli fa molto comodo, un’accoppiata micidiale se si accoppiano per non volerti salvare da te stesso.

L’errore di turno: “tornerà tutto come prima”,  non ricreò la sua immagine a somiglianza di uomo ricco con villa e piscina…gli era andata buca. La moglie non voleva più ballare la solita solfa.

Il grande magazzino di elettrodomestici che aveva fatto la sua fortuna divenne la sua sfortuna . I soldi facili divennero il purgatorio terreno ed ,inesorabilmente, lo portarono a …BABY!

Baby che fa il muratore , che aveva una piscina ed ora gli piove in cucina!

Baby che è un solista in poesia e solo dalla sua voce te ne puoi accorgere.

Baby, solo con un po’ di vino e troppe sigarette  ripara gli esami a Settembre.

Baby vittima di una vanità giovanile.

Baby che si ammala e non crede più nella Primavera.

Baby che deve risorgere come Lazzaro.

Lei era bionda, bella, sembrava fatta di Sole.

La sua Resurrezione.

La meta agognata era  in Australia.

Partire e partire senza valige per un mondo lontano con solo il bagaglio a mano del cocktail dei loro cuori fusi con l’AMORE.

Baby, nella vita, sin dalla primissima infanzia, aveva un problema con i ragni.

Aracnofobia, era ed è il termine scientifico per questa psicosi. Ti può prendere in modo lieve , per cui puoi vivere, suppergiù, come una persona  normale.

Baby no. Doveva passare una notte intera alla ricerca del ragno perduto. Non poteva chiuder occhio se non lo aveva stanato, inondava la camera con micidiale insetticida.

Sentiva sulla sua pelle le zampette del ragno ed  era, addirittura, ossessionato da una semplice, perfetta ragnatela che avrebbe potuto avvilupparlo. Ne era terrorizzato al punto di avere un attacco di panico in cui la sua mente rimaneva paralizzata.

La cura gli era ignota, eppure, con uno sforzo di volontà,  avrebbe potuto uscire da quell’incubo.

“Capire” che  un ragno è un essere timido ed innocuo, che si nasconde ed ha paura lui… giustamente, dell’uomo. Sarebbe bastato un Analista, ora che lo sa, potrebbe fare il superbo sforzo per tutti gli aracnofobi come lui, ce ne sono tanti, più di quanto si possa immaginare. Forse Baby potrebbe partire per una nuova meta, forse la più utile nella sua vita.

Forse…dipende da BABY!

L’Australia era piena di ragni di tutte le razze.

Era il regno dei ragni.

Immaginava con orrore l’invisibile filo di bava che scendeva dal soffitto a cui era attaccato un ragno che lambiva il suo viso di bimbo.

No, Non poteva partire.

La vogliamo mettere cosi? Epperchè  no?

Baby la mette così!

Potrebbe saldare davvero il conto…

Lasciando dietro il suo amore biondo e l’Australia.

Fan culo i ragni!

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