La mia comunità neocatecumenale


Dopo la morte di mia madre, ero talmente distrutta che avrei accettato un drago per colazione, fame compulsiva.” Lei”, a cui pensavo, con il viso inondato di lacrime, che mi aveva, incomprensibilmente, lasciato per sempre. Il nostro ultimo incontro era stato sottolineato dalla solenne promessa che, se fosse morta, certamente mi avrebbe comunicato dove si trovava , coordinate comprese e come era fatto l’aldilà. Era da anni dializzata e da anni si occupava dei problemi dei dializzati: aveva scritto una lunga lettera al settimanale “Gente” che fu pubblicata, purtroppo non ne conservo copia. Mia amica di lunghe notti in cui parlavamo fino all’alba, le piaceva ricordare il periodo partigiano, quando faceva la staffetta e fu arrestata sul lago di Como, un mese di carcere e l’attestato del Corpo Volontari Della Libertà battuto a macchina Olivetti in rosso e blu, che la definiva benemerita del 4° esercito di Liberazione senza aver percepito alcun premio, fu la sua ricompensa. Questo documento ingiallito lo conservo gelosamente tra le cose più care, mi è  testimone delle origini quando l’incertezza, la timidezza cronica, il saccente predominio dei cattedratici mi assale. “ Ricordati chi sei!”, dice, nel film,Mufasa al giovane Simba: “Ricordati chi sei!”. Il che equivale, in età adulta, ricercata e sfrondata a forza, da quell’essersi incartapecorita per tutti gli imbecilli incontrati, la lontana risonanza: signori si nasce!

Mio padre, arriva sempre secondo, i suoi antenati facevano le bizze: da cavalieri di ventura, con tanto di araldica in cui era raffigurato un falco rampante con sfondo uno scudo, ad armatori di navi che trasportavano frutta per l’Inghilterra. Mio padre, era nato a Farfa nel Lazio ma, in sostanza  era diGenova Pegli, nella cui villa, operose, una cuoca e due cameriere, studiava dagli Escolopi per prepararsi alla futura classe dirigente di Genova. Suo nonno era il primo ministro degli Esteri al governo Giolitti, un tale Tommaso Tittoni di cui sono la pronipote. Una volta, raccontava mio padre, l’Inghilterra non potendo  pagare un carico di frutta, mandò uno stupendo cavallo da corsa, per le loro scuderie. Perché mi compiaccio così inaspettatamente di queste origini che ignora anche la mia migliore amica? Ecco!  Spogliata per decenni della mia vera identità, durante i quali ho intrapreso lavori dissimili, dal progettare tombe per il cimitero di Velletri, alla lavanderia Industriale, il primo libro di poesie pubblicato , dallo scrivere per un decennio per la ‘Rizzoli’ ed incontrare Moravia, sonora lezione di vita, al Cico Bar di Sabaudia, a fare la spazzina, riprendo le redini di un discorso eccitante dal momento che tutti questi “normali perfettucci”, mi stanno usurando. Ho un gran debole per  le cose del Mondo.

Lo sapeva certamente mia madre perché dopo la sua morte, accadde un fatto inspiegabile, uno di quegli accadimenti che ti rovesciano certezze vecchi di decenni.

Mi imbatto in una figura di uomo, che frena il suo macchinone e si dirige, in pieno Corso di Albano, verso di me, non verso una qualsiasi altra persona : cercava me. Era di ritorno dal paesello in Puglia di padre pio e si era dovuto fermare perché mi aveva visto, era inquietante per lui ma aveva  dovuto farlo. Ebbi un giramento di testa e capii che l’effluvio di strani odori doveva provenire da mia madre e dalla sua promessa. Quell’uomo era lì per me ed io ero lì perché potesse incontrarmi dal momento che, senza  un perché, avevo preso un’altra strada invece della solita che conduceva a casa. Secondo lo sconosciuto avrei dovuto recarmi a Pavona una frazione di Albano dove stava sorgendo la quartacomunità neocatecumanale, secondo lui, era la cosa più ovvia al mondo. Ebbi poco tempo per rodermi il cervello perché l’appuntamento era da lì all’indomani sera alle nove alla chiesa di San Giuseppe. Ci arrivai a fari spenti, come mi fecero notare i miei futuri fratelli: avevo percorso tre chilometri per la Via del Mare a fari spenti. Mi accolse Adriano capo della prima comunità neocatecumenale.

“Da neofita , chissà che non diventi intelligente anch’io!”. Fu il mio saluto, per quella serata che capovolgeva i mie brogli mentali,  ad Adriano.

C’ero entrata dentro fino al collo, anzi annegai nella comunità, trascinando nella mia nuova, assoluta certezza chiunque mi fosse vicino. “ Non sei padrone neanche di un tuo capello!” amavo ripetere, copiando Adriano, a chi mi prendeva in giro per quell’inaspettata svolta che avevo, fermamente, datoalla mia vita. “ Se vuole, può toglierti tutto il tempo che credi di avere…”. avvertivo .

Riunioni spirituali di tre giorni passati nell’assoluta, interiore, contemplazione e spiegazione ad alta voce un versetto biblico, il giro di esperienze in cui raccontavi ai fratelli quello che non avresti raccontato neanche a te stesso, il rito ebraico del battesimo dopo tre giorni di digiuno autentico, la notte precedente la Pasqua. Poi le agapi, gli incontri con la tua comunità e gli incontri con tutte le altre,in un giro vorticoso che neanche in un seminario è attuabile. Paolo secondo, raffinato prete, aveva compreso la grandezza di questo girotondo anche se le sue origini erano ebraiche, ma non aveva egli stesso reclamato “cugini” i fratelli ebraici? Aveva capito la potenzialità di un movimento che non costava nulla alla chiesa, anzi portava forze fresche ed entusiaste cariche di figli e figlie come Cristo comanda, mentre gli ecclesiastici erano a corto di vocazioni per mancanza di idee e di figli, suppongo.Così accolse nella chiesa le comunità, come fece con Maria Teresa di Calcutta.

Schweitzer, che in Africa costruì vari ospedali, abbracciando, baciando e consolando i piccoli lebbrosi non era l’ideale per la tifoseria cattolica: era felicemente sposato, con figli. Santo No, la sua “parrocchia” non era nel registro delle santità cristiane . Ahinoi!

I miei fratelli di comunità avevano tutti una Croce, tutti noi abbiamo una croce normale o più grande per la nostra misura di sopportazione umana. Erano persone provate da traumi come il mio, o da altri accadimenti umani. Si rifugiavano in pensiero COMUNE, come se fosse l’unico pensiero GIUSTO: arrivai, per il mio solito ficcanasare all’epopea di Gilgamsh, epopea di cinquemila anni precedente aifatti biblici, narrati tali e quali alla Bibbia, crocefissione e Diluvio compreso, addirittura l’epopea era la copia di una copia…nel Crizia  si recita: “ O Solone , Solone quanto è piccina la Vostra Storia, in confronto all’immenso passato umano!”.

Smaniosa di sapere perlustravo altri territori che alla fin  fine mi presentarono lo squallido prolasso di una qualsiasi religione, compresa la mia. “ Se vuole, può prenderti tutto il tempo che credi di avere…”. Certamente lo può fare ma … è un misericordioso o un minaccioso questo padre mio? Sono fatta a sua immagine e simiglianza, potrei minacciare mio figlio? Forse sì, nella dimensione umana , ma lo farei a casaccio, in un momento d’ira…Non commetterei mai lo sbaglio della chiesa di amare a prioriqualcuno che non risponda per niente al mio modo di essere ed ai miei interessi, lo amerei o lo stimerei se mi piace. E se non dovessi provare alcuno di questi sentimenti, lo rispetterei e basta.

In un baleno ho attraversato mentalmente tutte le segrete, infide nicchie che mi tenevano prigioniera da quasi tre anni. Ad ogni Altare, nel mondo, si stanno celebrando messe aperte a clienti di qualsiasi tipo prima dell’orario di lavoro, tre o quattro persone a rompere l’incantesimo del Corpo di Cristo che si faCarne Viva: tre o quattro stranieri dell’Est che hanno perduto la battaglia sindacale con questi preti senza verve ed una panza che ti lascia allibito

Alla  Rivoluzione cristiana nata nei poveri sobborghi di Madrid ideata da Kiko Arguello e Carmen Hernandez intorno agli anni sessanta o bastava solo l’intenzione di rilanciare di tabernacolo in tabernacolo l’evangelizzazione in Europa o lasciare per strada una scia fedita fatta di arrivismo, potere, latrocinio, corruzione. La Chiesa, in ermellino,ha scelto il potere materiale, il tabernacolo è fuori moda,ad Albano il prete che insegna alla Cattololica di Roma viaggia in BMW e compra “Playboy” per tenersi aggiornato, come dice lui. Dio si rivolterebbe dalla tomba, è biblico che non c’è là, ma se la possedesse scapperebbe a gambe levate di fronte a questo zoo. Ci propinano una bontà che è insita nei nostri cuori, come nel Dna, hanno aperto bottega di cristianesimo, di islamismo, induismo, buddismo, ( di ismi e di asmi) soffocandoci, sin dalla nascita, con i loro miasmi. Ne hanno scandito, con false note, le tappe adolescenziali, delle scelte, fino alla morte. I creduloni mettono la loro vita in queste mani sozze per mancanza di immaginazione, per il lavaggio del cervello di genitori e simili, o non hanno ancora inaugurato la propria vita, che niente ha a che fare con religioni e con politici. La superba vita umana, animale e vegetale niente ha a che fare con questi falsi mentori che scimmiottano , reclamandolo come “unico” il loro, personale dio. O ne è nato uno per tutti, per la Creazione in toto, o quello che chiamano “dio” altro non è che una obsoleta, chimera umana, perpetrata da caste di padre in figlio, a cui appellarsi in caso di bisogno, per alleviare o , addirittura, cancellare , assolverti da un peccato che un altro uomo può soltanto registrare, ma non alleviare o cancellare, o, aumentare il potere nei confronti degli sciocchi.

Scioglierti da ogni dubbio sul peccato commesso, questo lo può solo la tua coscienza, solo Lei.

Cominciai a considerarla un’aggressione mentale questa mia comunità, uno stagno in cui potevi nuotare fino alla riva senza mai volare. Nessun parere personale…un “io, che contava zero.

Figuriamoci mia madre, scrittrice, liberale e curiosa avrebbe scardinato in un nano secondo questaforma di insincerità!

Con molta pazienza mi aveva guidata fino alla conoscenza durata tre anni issandomi da star sul palco  del teatro, non da spettatrice  passiva, ma cronista  di una storia perché potessi toccare con mano sicura il suo messaggio. Grazie.

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10 thoughts on “La mia comunità neocatecumenale

  1. Bello quando scrivi che “hai un debole per le cose del mondo” tutti ne dovremmo avere in po’..solo così potremo sentirci davvero vivi..complimenti per il tuo modo di scrivere e per i tuoi illustri natali eh eh ciao 🙂

    1. Amica cara, alla mia età e dopo quello che ho passato per tenermi in vita, mi concedo un corto-cirquito sui miei natali ( che, se avrai ben letto, ignorava anche la mia migliore amica) . Mi tiro sù da sola, mi consolo al piacere di averne avuti “davvero”. Una piacevole novità, dal momento che solo il postino che mi recapitava l’assegno della Rizzoli, era a conoscenza che scrivessi. Un pò di nonchalant, tra tanti maldestri che mi circondano con Lauree “accattate”, mi fa bene allo spirito. Ti abbraccio.

  2. Con piacere noto che questo racconto trovi preferenze anche ora che è negli archivi: giusto che sia in prima linea. Le ipocrite dichiarazioni ecclesiastiche, sempre attive per fare proseliti nel tentativo di salvarci l’anima , nei viaggi della SPERANZA a tot Euro e…” portatevi la biancheria”! Così come lo Stato Italiano che ci vuole preservare dalla morte certa delle sue sigarette vendute nei Monopoli: ci fanno male ma le vendono. Il vaticano sa’ esattamente su quali falsità è basata la sua romanza eppure questa bottega la fa’ funzionare.

  3. E grazie a te, Adelma! Anche questo racconto l’ho letto tutto di un fiato. E per rileggerlo meglio credo proprio che dovrò tornare sul link che vedo scritto in alto a sinistra del mio pc. 🙂 Così intimistico che tocca e perturba qualcosa dentro a chi lo legge. Sapevo di certe esperienze che avevi attraversato dal tuo parlare e dal tuo scrivere in altri scritti. Assai bene hai fatto a riprendere certi argomenti e certi ricordi. E a trasmetterli nel tuo stile che parla contemporaneamente al cuore e alla testa. Solo la tua intelligenza e la tua sensibilità, penso, hanno saputo tirarti fuori da quello stagno di sabbie mobili. Continua così amica mia: a conoscere sempre te stessa per poi sempre ricordarti chi sei e chi sei stata!

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