Leonardo e Beatrice


Un uomo leggero come una nuvola di Giugno, che consigliava ai suoi discepoli di mangiare cervelli di farfalla per non appesantirsi lo stomaco. Leggero come la formella dove gli angiolini volano ed atterrano senza gravità, leggeri come la nonna, nella sant’Anna del Louvre, che sorregge la madre che sostiene il figlio senza sforzo alcuno.
Non c’è sforzo nel Cenacolo dove i discepoli si avvitano, discutono, si domandano in uno scenario che sembra il più naturale del mondo.Eppure è tutto costruito su rigorose geometrie, che non si vedono…leggere e geniali.
Un rapporto con il mondo senza canoni preesistenti…solo nella sua mente.
Difficile da riconoscere, se non per rari intenditori, ed immaginare l’ unica sua vocazione… seguire solo l’ istinto dove le persone sono persone reali e non pupazzi disegnati per un motivo qualsiasi
L’interpretazione psicologica è alla base perché i suoi ritratti ti guardano e ti parlano per davvero.
Un uomo leggero e profondo che sa adattarsi a qualsiasi situazione e questo gli consente di sopravvivere là dove altri avrebbero già gettato la spugna o sarebbero morti. Seguire le sue orme infantili da Toia di Bacchereto, dove nacque, nella casa della nonna paterna, fino ad Amboise dove morì, è cosa leggera per colui che riesce ad immedesimarsi, a leggere tra le righe una storia che, in definitiva, è semplice .Un precursore.
Si è detto mille volte.
Perché poi, diventa così difficile pensare che un essere umano, più dotato di noi, possa aver concepito quello che a noi è negato? Siamo invidiosi perché non riusciamo a capire?
Che c’è da capire in definitiva?
Lui era un Maestro e basta.
Quanti Gesù e Gandhi ci sono stati nella Storia?
E’ un motivo per riflettere, per non affidarci al caso…Lionardo calcolava tutto, niente era affidato al caso”!.
Beatrice d’Este…quando si tira in ballo il caso.!..nacque a Ferrara ad un centinaio di chilometri da Toia. Ventitré anni dopo Lionardo…la stessa differenza di età che aveva con suo marito Ludovico.
Già a, cinque anni, futura duchessa di Milano, perché promessa sposa di Ludovico il Moro: un regno senza pari data la popolosità di Milano per cui la vedeva “vincitrice” su sua sorella Isabella che “vinse “il ducato di Mantova.
Giovinetta scapestrata, avventurosa, amante della caccia dove la natura, l’aria e egli spazi immensi non erano mai abbastanza ampi per andare a zonzo attraverso i boschi che la trasportavano in un vagabondare senza fine.. Curiosa, intelligente , attenta seguace del filosofo Battista Guarino, mescolava un misto di femminilità ad uno scabroso impeto maschile che la rendeva, a sua insaputa, perfetta!
Quando vento e fuoco si incontrarono,nelle sale del palazzo Sforzesco, non ci furono argini che tennero.
Lei, sposa di Ludovico il Moro , che la tradiva ampiamente.. Nonostante avessero il piccolo Massimiliano Sforza..
Lionardo annoiato da tante belle dame.. donne arcisapute senza scatola cranica che lo annoiavano allo sfinimento,si barcamenava tra l’una e l’altra in un quieto vivere.Loro e solo loro amanti calamitati , smarriti da quel riconquistare piano, piano la fiducia che aboliva il tempo nemico, i loro doveri…smarriti in quell’amore da panico, già predestinati, in altri mondi, si erano riuniti semplicemente sulla via di un amore che brillava, profondo, leggero ed enigmatico…per chi non sa cosa sia l’impallidire ed il sentir cantare il vento e la fresca succulenza di un amore istantaneo ed inatteso che ti prende alla gola, al respiro… alla follia..
Chi non sa descriverlo….non è mai nato… morirà solamente!
Ombrosi, pacifici, nella stessa lunghezza d’onda, ruppero senza indugi il prezioso salvadanaio del loro amore nuovo.
Portò il loro frutto nel pieno dell’ inverno: stagione che piaceva a Beatrice per andare a caccia al lupo, tra la neve alta dove le orme dei lupi andavano a balzelloni su cumuli di neve meno spessa… le froge dei cavalli gonfie delle nuvole bianche del loro fiato… il risuonare del corno che dava la direzione tra la fitta nebbia…il loro splendido frutto dato alla luce : Francesco.
Nel cenacolo . Nel lunotto principale, sopra la testa del Redentore, prima Lionardo Vincio: LV poi Beatrice Estense BE , poi SF Sforza Francesco …il loro piccolo. E’ Storia…!

Annunci

Lionardo e Beatrice


stupendizia

Una figura storica affascinante, Beatrice D’Este, e la sua relazione con il Maestro “Lionardo” (Leonardo da Vinci)…

Scopritela nel romanzo storico “Lionardo e Beatrice” di Adelma Tittoni, disponibile in anteprima da questo blog.

Il libro è disponibile in PDF al seguente link:  Lionardo e Beatrice
© 2012 – Adelma Tittoni

 “ Vedi Isabella, sebbene i preti dicano il contrario, io penso che il peccato d’amore sia il più bel peccato che si possa commettere!”
(da “Lionardo e Beatrice” di Adelma Tittoni) 

View original post