Erika Esko


stupendizia

C’era una volta di noi,  di te e di me quando un nevischio fresco e  vibrante di mille forme  ondeggiava  morbido e ci avvolgeva sotto Natale sugli scalini  dirimpettai  a  negozio di“ Forbicietta “ qui ad Albano,  una vigilia di Natale che, con una Donna come te , credevo aver finalmente  trovato l’amica dei giorni a venire. Ho capito , istantaneamente che con te dovevo tornarci sopra e riflettere.  Tenevi in mano i giornali  che ti avevo regalato con il volto disteso e felice per quel racconto pubblicato che parlava di te: “ Stoccolma”. Li volevi portare a tua madre, regalare agli amici,  tuo figlio Sacha ne aveva già cinque.

 Avrei potuto e dovuto,  ascoltare il tuo grido di aiuto quando sei scappata via alla mia vista nel giardinetto vicino al Simply molti mesi dopo averti accompagnata all’aeroporto, direzione Stoccolma,  senza una tua cartolina, uno spillo, un cenno …come non…

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