Un felice anno nuovo


Il venditore di almanacchi è ricordato, credo,solo dalla mia generazione. Menomale.La generazione a seguire non sa di almanacchi, di tabelline a memoria, di gara delle tabelline. Non riesco a capacitarmi come mia nonna Caterina mi trovasse eccentrica, strana e mia madre, addirittura non capisse il mio psicologismo: confessioni adulte che mi hanno aiutato a crescere più di tanta polenta. L’anno nuovo era solo un anno in più ricco di promesse e di una dovuta intimità con la Natura,” nostra madre” in un rapporto intimo e gentile. Episodi sparsi come la letterina luccicante da mettere sotto il piatto del capotavola…La scia dei ricordi si ingolfa in questo presente come un pugno nello stomaco. Un evento eccezzionale per l’anno nuovo? Un cataclisma che cancelli questa cosiddetta civiltà, questo colabrodo e, per buco di fortuna colossale, ne faccia nascere un’altra dove, i nostri figli, ultimi nella Storia, saranno i Primi delle nuove Generazioni.

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