Evviva!


Ho raggiunto le 20.000 visitazioni sul mio blog Stupendizia, non ci avrei mai creduto tre anni fa neanche se me lo avesse predetto uno sciamano superdotato. E’ evidente che la cultura interessa ancora nel decorso verso il baratro che stiamo sfiorando o ci siamo già dentro infilati con tutte le scarpe comprate nei mercatini rionali. L’osservare il declino della nostra cultura, come il fatto orroroso che nelle assemblee Europee non si parli più in Italiano grazie all’allora signore si fa per dire Romano Prodi il quale iniziò a parlare uno stentoreo inglese che per lui faceva molto chic , è per me e per tanti altri come me un insulto peggiore di uno schiaffo dato a piena mano sul viso. La nostra madre lingua che dovrebbe troneggiare per meriti poetici ( chi ha nel vocabolario tante sfumature per uno stesso aggettivo o sostantivo , la nostra greve o ilare dicitura che sventaglia a trecentosessanta gradi per una singola parola?) è ridotta a lingua di confine, anzi, al margine perchè troppo complicata . Un elogio personale per lo scrittore Aldo Busi che sa spaginare il vocabolario a tuttotondo e devo io stessa riprendere il vocabolario per tradurre da italiano in italiano. Uno scrittore che ho letto con attenzione sopratutto nel suo percorso umano di formazione allo scrittore eccezzionale che è diventato. Leggo, su lui, tiritere sessuali che non gli appartengono dato che il sesso appartiene al proprietario che ne fa l’uso che gli pare, mentre il suo modo di scrivere supportato da una cultura che si può appena intuire, è già al di la’ dei nostri tempi e delle nostre beghe: di questo se ne parla poco o niente. Non si legge lo scrittore, si pensa il personaggio. E’ questa la china della nostra cultura: un romanzo con un finale non tanto a sorpresa inquanto continuiamo nelle ripetizioni stantie incapaci di strabiliare noi stessi con una botta da matto che nella vita si fa prima o poi non imbambolati da chiese e politici di turno e da noi stessi.

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