Non è Lisa del Giocondo!


Non è ” Lisa del Giocondo” !

“Nessun mistero: la Gioconda sorride e sappiamo perché. Per alcuni storici, la nobildonna è Caterina Sforza. Ma Vasari ci ha detto chi è.”.
Interessatissima ho commentato l’articolo di Pixel-O “l’arte fuori dal mondo” perché ritenevo , tra tante iperboli, più realistico il fatto che la dama stesse sorridendo per il semplice motivo di essere una donna soddisfatta e niente più.
Ho ribloggato l’articolo per alcune settimane su Stupendizia blog per farlo conoscere e rileggere io stessa a piacimento.
Ma quel: ”Vasari ci ha detto chi è.”…
Era ed è stata nella mia mente la nota stonata.
Le vite dei Più Eccellenti Pittori, Scultori e Architetti di Giorgio Vasari- Napoli Ditta G Regina 34- Piazza Cavour 35 per cura di G. De Stefano del 1876.
Ho riflettuto su come impostare quest’articolo riferendomi anche al mio libro “Lionardo e Beatrice”, dove sono andata a scavare nelle profondità della miniera per tirar fuori il diamante della criptatura certa e lampante apposta sulla stessa a siglare un’opera che il Maestro riteneva compiuta. Naturalmente non avrei iniziato questo viaggio interminabile senza la compagnia storica del ricercatore ed esperto mondiale di “Leonardo da Vinci scultore”, Silvio Troiani.
La formella, da lui ritrovata, è opera certa di Lionardo e criptata in modo speculare, per questo sto ad affermare quel che segue:
Le “ Vite” del Vasari, ci si presentano in molteplici edizioni quindi sottolineare la data di pubblicazione è basilare per capire il connubio tempo-autenticità in quanto più la fonte è partorita dalla culla d’origine più saremo certi di notizie vergini o poco diluite dal passaparola.
L’opera a cura di G.De Stefano ristampa un linguaggio quattrocentesco non ancora alleggerito dalle edizioni successive per facilitarne la comprensione didattica e fonètica: “ Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di mona Lisa sua moglie, e quattro anni pensatovi, lo lasciò imperfetto; la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanablò: nella quale testa chi voleva vedere quanto l’arte potesse imitare la natura, agevolmente si poteva comprendere perche’ quivi erano contraffatte tutte le minuzie che si possono con sottigliezza dipingere. Avvengachè gli occhi avevano quest’lustri e quelle acquitrine che di continuo si veggono nel viso, ed intorno a essi erano tutti quei rossigni lividi ed i peli, che non senza grandissima sottigliezza si possono fare. Le ciglia, per avervi fatto il modo del nascere i peli nella carne dove più folti e dove più radi, e girar secondo i pori della carne, non potevano essere più naturali. Il naso con tutte quelle belle aperture rossette e tenere si vedeva essere vivo. La bocca con quella sua sfenditura, con le sue fini unite dal rosso della bocca, con l’incarnazione del viso, che non colori, ma carne pareva veramente. Essendo mona Lisa bellissima, teneva mentre la ritraeva, chi sonasse o cantasse, e di continuo buffoni che la facessero stare allegra; per levar via quel malinconico che suol dare spesso la pittura a’ ritratti che si fanno.”.
a) Lo stesso Vasari scardina ( lo lasciò imperfetto) e ( le ciglia dove più volte e men rade), i luoghi comuni centenari.
b) La dama ritratta da Lionardo suo nome di battesimo ( Lionardo e non Leonardo) non può essere Lisa del Giocondo in quanto il ritratto è rifinito in ogni particolare e, per questo, criptato dal Maestro in quanto lo riteneva definitivamente perfetto.
c) Le ciglia mirabili non esistono nella Dama anzi ne è totalmente priva com’è privo il naso di aperture rossette e …detto tra noi mona Lisa non è bellissima!

 

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La belle Ferroniere

Quindi chi ha attribuito l’identità a Lisa del Giocondo ha visto con certezza un altro quadro del Maestro evento assai probabile in quell’andirivieni di apprendisti di scuola.
Incalliti sulla storia propinataci facciamo un ulteriore sforzo per andare al di là…
d) Il Vasari apprezzato universalmente per la cura meticolosa dei dettagli omette il paesaggio ( non un cenno né uno spillo come se la dama fosse l’epicentro dell’opera ) che è stato fonte di diatribe inenarrabili per l’attribuzione della dama del ritratto: era una Sforza perche’…era una d’Este perché…e vai con ponti , vallate, alberi, monti lontani e paesaggistica degli esperti in botanica.

e) IL Vasari che puntigliosamente descrive l’arcata sopracciliare pelo per pelo ometterebbe l’intero paesaggio alle spalle della dama? Suvvia!
Quel paesaggio non esisteva semplicemente perché si sta parlando di un altro quadro: la Belle Ferronniere? Sarebbe più plausibile dal momento che era bellissima

Incompiuta soprattutto per quanto riguarda la capigliatura, cosa impensabile per Lionardo che, in questo caso, non l’avrebbe firmata. O la Dama con Ermellino forse tratteggiata dal Maestro e poi lasciata agli allievi: basti guardare la mano gigantesca sulla bestiola e le perle nere preziosissime senz’ombra alcuna.?
Accecante la superiorità di Lionardo per scadere nelle quisquiglie.
Riprendiamo da qui il treno della sua storia e della storia che ci avvolge a lui se andiamo a scandagliarla per bene nei fondali e non con un rapido giro a vista d’occhio sulla superficie.
Lionardo nacque nella casa di nonna Lucia. Suo padre ser Piero non avrebbe potuto tenere sotto lo stesso tetto la domestica incinta di lui e la sposa una sua pari tale Albiera di Giovanni Amadori.
La casa dei nonni era situata a Toia di Bacchereto nell’alta Toscana, avevano anche una “casa dei cento fuochi” : una fornace per orci( uno dei principali centri di produzione della ceramica artistica del XIV e XV secolo) dove Il bimbetto Lionardo giocherellò con la creta dei maestri vasai poi egli stesso si cimentò con festoni e puttini com’era in uso in quel periodo in quei luoghi.
Dotato ed intelligentissimo apprese subito quest’arte della creta come i moderni bimbi giocano con il Pongo, come impronta primaria di tutta la sua opera. Egli stesso nel “Trattato della Pittura” dice che:” Adoperandomi io non meno in scultura che in pittura ed esercitando l’una e l’altra in un medesimo grado, mi pare con picciola imputazione poterne dare sentenza,” Nello stesso Trattato, esalta il bassorilievo come la fusione di pittura e scultura. Mentre tiene in poca o nulla considerazione “ Gli scultori di marmo.”.
Dodicenne fu accompagnato da suo padre alla scuola del Verrocchio dove si distinse subito per il suo genio.
Tanto che, alla vista dell’angelo dipinto da Lionardo nel “Battesimo”il Verroccchio decise di non prendere più in mano i pennelli. I critici moderni gli attribuirono capacità divine come se lui lo scultore dalle opere “crudette” attribuitegli dal Vasari abbia potuto modellare il David qui sotto rappresentato.
Opera, per il Verrocchio , da mille e una notte, assegnatagli da critici desiderosi di business ed ignoranti delle cose dell’Arte. Solo un miracolo avrebbe potuto interporsi tra le sue opere di scultura trascorse e il David. Sono sicura che il Vasari, avrebbe dato in cambio la vita pur di avere l’onore di una simile attribuzione: ci hanno pensato i critici e lui lo sta ancora sognando.

Davide
David del… Verrocchio?
verrocchio
Opera certa del Verrocchio

Di opere certe di Lionardo scultore non si ha traccia : perche’?
Eppure egli stesso affermava di essersi adoperato in scultura non meno che in pittura.
Dove sono finite le sue opere? Andate distrutte come la maggior parte dei manoscritti?
Le fusioni di cui parla Lionardo erano superiori alle sculture marmoree in quanto non soggette ai rigori meteorologici e da preferirsi : “ Ancora lo scultore se fa di terra o cera può levare e porre, e quando l’opera è terminata con facilità si gitta in bronzo; e questa è l’ultima operazione e la più permanente che abbia la scultura; imperocchè quella ch’è solo di marmo è sottoposta alla rovina.”.
Lionardo dal Trattato della Pittura.
Quindi dobbiamo ricercare un Lionardo manipolatore d’argilla e fonditore insieme al Verrocchio. Da qui si potrebbe dipanare la narrazione della palla posta in santa Maria Maggiore
non tra gli scultori del marmo ma tra le più belle opere di fusione quattrocentesche attribuite (incautamente?) ad altri !
Anche Donatello avrebbe dato il suo regno per un piatto di lenticchie se avesse saputo che i critici lo avrebbero ritenuto meritevole del David a lui attribuito. Quest’opera sarebbe il suggello massimo raggiunto dal Donatello le cui opere precedenti non dimostrano la capacità di tanto estro.

donatello
Davide di… Donatello ?
san-giorgio-donatello
Opera certa di Donatello

Secondo me sono due opere di due artisti differenti e non associabili l’uno all’altro.
La raffinata eleganza del primo non trova alcuna affinità con i rigidi schemi del secondo.
L’evoluzione rocambolesca, secondo i critici, si sarebbe manifestata in vecchiaia, quando naturalmente dovrebbe scadere…
Quindi, per una questione di Buonsenso, l’attribuzione dovrebbe rimanere una questione aperta.

I misteri di Leonardo - Gioconda ' smile
La Formella

Questa opera certa di Lionardo eseguita come allievo alla scuola del Verrocchio ci racconta molto più di tante parole:
a) Esperti dei metalli Gian Luca Garagnani e Fabrizio Falcioni.
b) Grafologo Guido Angeloni.
c) Esperto di Lionardo da Vinci scultore Silvio Troiani, homo sanza lettere come Lionardo.
I due puttini alati stanno atterrando con le ali semichiuse secondo le leggi della “portanza” nota ai moderni piloti ed ignorata dai contemporanei di Lionardo. Stanno sorreggendo un terzo, il bambino che ali non ha. Si potrebbe imbastire un romanzo su questo dettaglio.
Quel che si deve sapere è che la Formella è una fusione in ottone similoro un bassorilievo che veniva avvitato, come tante altre opere, sui letti di committenti danarosi come i Medici; si trattava quindi di opere artigianali, di bottega che non assurgevano al titolo di vere e proprie opere d’arte.
Proveniente dal castello di Gargonza nella val di Chiana di proprietà del Guicciardini, braccio destro di Lorenzo detto il Magnifico.
La Formella è stata presentata nel 1999 al “Museo ideale Leonardo da Vinci” a Vinci su sollecitazione di Alessandro Vezzosi direttore del museo; presenti in sala: Alessandro Parronchi e James Beeck ed una prof di storia dell’Arte al braccio di Beeck che non appena ebbe nelle mani la Formella esclamò dal profondo dell’intelletto: “ queste pance gonfie!…solo la scuola del Verrocchio!
Notizie ANSA dopo che Silvio Troiani in TG1 intervistato da Filippo Gaudenzi, aumentò l’audience e mi telefonò a casa lo stesso Direttore del TG spiegandomi che, data l’audiens , variava la scaletta e la chiusura del programma era stato posticipata di molti minuti . Con l’ironia del poi capimmo che …
Tornando a noi: Lisa del Giocondo? Perché?
Un ritratto commissionato di cui non si ha altra informazione di quella che fu commissionato magari anche dal Giocondo…poi?
Lionardo si rifiutò sempre di fare il ritratto di Isabella D’Este sebbene lei non si desse per vinta e avesse sollecitato come interferenti un frate e la sua stessa sorella Beatrice.
Il Vasari ci dice che lavorò a mona Lisa per quattro anni lasciandola incompiuta.
Quindi se Lionardo ha approntato il ritratto di mona Lisa e lo avesse lasciato incompiuto…qualche allievo avrebbe potuto vederlo dal momento che vi lavorò per ben quattro anni!
Mona Lisa però è di mano certa di Lionardo essendo l’opera criptata allo stesso modo della Formella che in questo specifico caso fa da paragone e testata d’angolo per una ‘L’ che Lionardo appose su entrambe le opere e non solo su queste.
Non è Lisa del Giocondo!
Ricordiamo brevemente il suo periodo fiorentino, 1476 nel quale fu tacciato di sodomia e incarcerato.
Accusa grave per quei tempi ma…stranamente subito prosciolto . Lo stesso Verrocchio si riprese il suo allievo, che probabilmente Lorenzo detto il Magnifico aveva fatto accusare, con una lettera anonima.
Lo stesso Lorenzo nella “Adorazione dei Magi” sempre nel 1476, viene messo alla berlina insieme al suo amico Poliziano, dal Botticelli, amico di Lionardo e, come lui, apprendista nella scuola del Verrocchio.
Botticelli , nell’adorazione dei Magi, fa un sunto di come si siano in realtà svolte le cose inerenti all’omosessualita’ di Lionardo presentandoci un Lorenzo che afferra l’elsa della spada simile ad un fallo mentre il Poliziano lo abbraccia dalle spalle ed il cavallo dietro di loro tenta un morso per ricordare ai due l’evento mistico a cui stanno assistendo. Quindi Botticelli narra chi è il vero omosessessule: il Magnifico che essendo stato respinto ha acccusato , per vendetta Lionardo.
Provato nell’intimo: “ I Medici mi fecero e mi distrussero”, trovò ospitalità alla corte di Ludovico il Moro a Milano che contava allora più di centomila anime. Qui incontrò Beatrice Estense.
(1475-1497 ). Sposa sedicenne di un matrimonio combinato con Ludovico il Moro.

Beatrice d'Este giovinetta
Beatrice d’Este giovinetta

Giovinetta scapestrata, avventurosa amante della caccia al lupo, tra la neve là dove la natura l’aria e gli spazi immensi non erano mai abbastanza ampi per andare a zonzo attraverso i boschi. Curiosa, intelligente, attenta seguace del filosofo Battista Guarino, mescolava un misto di femminilità ad uno scabroso impeto maschile che la rendeva, a sua insaputa, perfetta. Lionardo stava lavorando agli studi sull’ottica e quel sentimento nuovo e travolgente fu siglato dal Maestro con le loro iniziali dapprima inserite nella grata e poi una di seguito all’altra , senza fine LV BE .LV BE…

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Manoscritto di Lionardo da Vinci. Dilatazione della pupilla in relazione alla quantità di luce. – Ms. L, fol 14 recto. Volume II De Agostini Novara. 1956

Quando acqua e fuoco si incontrarono nelle sale del palazzo Sforzesco non ci furono argini che tennero. Lei sposa di Ludovico il Moro che la tradiva ampiamente nonostante avessero il piccolo Massimiliano. Lionardo annoiato da tante belle dame …
Il pieno Inverno portò il frutto del loro amore appena in tempo a che Lionardo ebbe terminato il riscaldamento centrale per il castello Sforzesco.
Il Maestro era anche impegnato nel Cenacolo in Santa Maria delle Grazie e fu lì sopra il lunotto centrale che pose in bella vista le iniziali LV: Lionardo Vince
BE: Beatrice Estense
SF: Sforza Francesco, il loro piccolo.

L'ultima cena ritaglio
Particolare Cenacolo santa Maria delle Grazie Milano

Beatrice morì di parto appena ventiduenne e fu sepolta insieme al terzo figlio, nato morto, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie in Milano.
Ludovico il Moro incaricò Cristoforo Solari per la scultura funebre diventata cenotafio in quanto mai utilizzata per la sepoltura: opera notevole nella quale il Solari profuse tutta la cura della sua arte

A questo punto, secondo me e non solo secondo me e secondo Francesco Vivona di Roma filologo latinista, poeta e docente Universitario il quale pubblicò una cartolina non viaggiata Edizioni Alterrocca Terni Casa Editrice Ausonia di Roma categoria 3 Codice :C082 una cartolina della mona Lisa Pinacoteca Ambrosiana Milano anni 1950. Il sottotitolo dell’immagine di mona Lisa è : Beatrice d’Este.
Ha avuto la mia, stessa determinata intuizione nell’anno della mia nascita. Una fatalità analoga alla Formella opera certa e documentata di Lionardo da Vinci. In quanto criptata LDV in modo speculare sotto il piede rialzato del terzo bambino a destra.
Monna Lisa non è Lisa del Giocondo
Sono in esame gli strati pittorici:
il primo registra una bozza di donna con mussolina sulla bocca: che stava ad indicare che la donna in questione aveva da poco dato alla luce un figlio: Inoltre dietro il dipinto si è potuto vedere uno schizzo inciso sul legno da Lionardo il quale prima dipingere il quadro ne avrebbe abbozzato la struttura. Nello schizzo la figura femminile indossa una cuffia poi oggetto di ripensamento.

beatrice cenotafio 2
Beatrice d’ Este – Particolare del Cenotafio della Certosa di Pavia

Questo vide Lionardo e da allora iniziò a dipingere il ritratto di una donna su una tavolo di pioppo. Da notare la capigliatura Le “pieghe maccaronesche e rare” sulla spalla sinistra di Beatrice, l’accenno di doppio mento, le mani la destra sulla sinistra , sotto il velo, esattamente sovrapponibili a quelle del ritratto della dama chiamata Gioconda . Un dipinto che portò sempre con se come cosa personale e preziosa. Lo ritenne compiuto criptandolo sulla spalla sinistra con l’iniziale del suo nome: Lionardo

Nota dell’autore.
Per altre informazioni :
libroLionardo e la formella video.
Lionardo e Beatrice su “Stupendizia” in pdf
Silvio Troiani video Lionardo
“Stupendizia” Il libro.

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37 thoughts on “Non è Lisa del Giocondo!

  1. Grazie molte della tua attenzione ma sopratutto per avermi dato l’opportunità di leggere questo tuo post.
    E’ un momento nn piacevoler per me. Tornerò con calma, presto.

    sheraconunabbraccio

  2. bello questo post. Denota un’attenzione non banale verso quest’opera indubbiamente discussa e controversa. Frutto di studi e di cura dei dettagli. Mi ha appassionato come se leggessi un libro.
    Un passaggio per un augurio sincero per un 2017 sereno e gioioso

    1. il riferimento al secondo bronzo con il David ignudo è giusto,gli artisti sono separati da almeno 1700 anni e non racconta la leggenda biblica del pastorello David che taglia la testa al gigante Golia.

  3. un gran bell’articolo e ottima la tua ricerca completa di un affresco dei tempi davvero curato fin nei particolari …leonardo , per me, è il più grande artista mai vissuto sotto il sole.complimenti…e buon lunedì

      1. Ho visto “Her”. Spiazzante: non mi aspettavo una storia del genere.Tutti bravi, immersi in una solitudine da paura, scenografia superba ma al protagonista avrei dato un sacco di sberle per quanto mi faceva rabbia . Intuivo il finale e la fine della grande illusione. Grazie perla segnalazione.

  4. Grazie Adelma, perchè mi fai guardare da un’altra prospettiva che non è quella accademica dei miei studi. Sai che la Gioconda mi ha sempre fatto provare un senso di inquietitudine? Quell’espressione così enigmatica sul viso mi fà pensare a un qualche mistero. Splendido come sempre il tuo eloquio, è un piacere leggerti. Un abbraccio

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  6. Oggi ho arricchito il mio ” sapere”, mi sono persa con godimento in questo scritto di raffinata intelligenza!!! Grazie..

  7. Ciao Stupendizia. Mi fa piacere aver ispirato il tuo articolo. L’ho letto, ho aggiunto il link all’articolo che hai citato, cambiando la versione su quello che ha detto il Vasari. Detto questo, avrai già capito che mi hai convinto. Trovo interessante l’analisi fatta e ragionevole, direi. Oltretutto, mi hai ricordato quello che mi disse tempo fa un mio professore sul Vasari: “…era un pettegolo!” :D. Un modo caricaturale per dirci che non tutto quello che ha scritto deve essere preso per oro colato. Un salutone e non perdiamoci di vista.

  8. Complimenti Adelma per l’interessantissimo e dottissimo post… che condivido soprattutto nella parte in cui si afferma che la donna della Gioconda non è Lisa del Giocondo… Per il resto ho un’ideuzza (condivisa con diversi altri) che prima o poi, soprattutto con confronti di immagini, riuscirò ad esternare… In ogni caso il testo è davvero esemplare per la ricchezza di analisi e di citazioni… e sarà utilissimo a tanti (tra i quali il sottoscritto) che si avvicineranno a questo mitico enigmatico tema… che appassiona da secoli gli amanti dell’arte. Per questo lo ribloggo anche.
    Ciao e grazie.

  9. Molto interessante e avvincente….e deve essere veramente stimolate effettuare degli studi su fatti cosi lontani come periodo storico, ma ancora molto attuali e importanti per il nostro tempo, in quanto testimoniano che in ogni secolo e in ogni tempo sono stati presenti sempre gli stessi problemi, in riferimento ad alcune problematiche inerenti i fatti della vita nella sua dimensione più intima…molto stimolante, proprio al fine di indagare e scoprire la verità, quella verità certa, utile a tutti noi e ai posteri per amare rispettare e valorizzare l tesori della vita.

  10. …l’unico commento possibile…è diretto a tutti coloro che della vita hanno fatto un’avventura…alla ricerca del VERO…ll tesoro più prezioso…l’unica luce possibile che illumina il nostro cammino…GRAZIE Adelma…

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