Semplicemente Leonardo da Vinci scultore


Si chiama Lionardo e non Leonardo come io mi chiamo Adelma e non Adele, così annotò il suo nome nel libro di famiglia nonno Antonio padre di ser Piero notaio in Vinci. Ser Piero era prossimo alle nozze con una sua pari Albiera di Giovanni Amadori, una giovinetta appena sedicenne, come poteva Ser Piero tenere sotto lo stesso tetto la domestica incinta di lui e la neo-sposa? Impossibile al più astuto Casanova, figuriamoci ad un notaio…allora…a Vinci! Un paesello di poche anime dove la gente mormorava e lo spasso delle dame erano le chiacchiere che avrebbero fatto l’indomani, dietro le ante socchiuse l’occhio andava lontano e dove l’orecchio non arrivava l’immaginazione era sovrana.Le nonne, anche allora, con la loro esperienza risolvevano problemi scabrosi. Dove se non a Toia di Bacchereto dove la madre ed il padre di Ser Piero risiedevano proprietari di una fornace per orci, una dei “cento fuochi”, poteva sgravarsi Caterina? Infatti lì partorì Lionardo. I suoi giochi infantili nel cortile della fornace erano tutto quel che  di bello di ignoto, fantastico, da ricercare e metter sottosopra c’è per un fanciullo dotato e lui mise tutto sottosopra, o lì accanto o a se’ vicino perchè, nel gioco, sapeva volare in fantasia ed abilità più in alto di tutti. La fornace di Toia era la sua giostra di giochi puramente infantile. Dapprima giocava con la “ciaccia”( argilla ) le foglie andavano ad intrecciarsi a piccole rampicanti ed i piccoli rampicanti diventavano cosa viva e lussureggiante ai piedi dei quali i primi movimenti delicati, incerti, sussurrati dal vento ondeggiavano in chiome di putti danzanti, ignari della loro stessa leggiadra bellezza. Modellati a mo’ di bimbo per dar loro la vita,” il moto ed il fiato”. Di ciò si andava industriando e gratificando colui di cui , spaventosamente, ed impropriamente ancor si narra.  Morta sua moglie Albiera, ser Piero avviò alla bottega del Verrochio quel fanciullo prodigioso già più esperto di un maestro. Correva l’anno 1464  e Firenze e la bottega del Verrocchio stavano volando verso il pianeta ” Rinascimento”. In quella bottega laboriosa i piccoli profeti dell’arte nuova erano riuniti in eccezzional covata sotto l’ala protettrice del Verrocchio. L’incontro con Sandro Botticelli segnerà il cammino artistico di Lionardo che dipingerà insieme all’amico, maggiore di otto anni, sia il Battesimo di Cristo, sia L’annunciazione nella quale il quadro è praticamente diviso in due parti: a destra Botticelli con la sua Vergine ed a sinistra il mirabile angelo di Lionardo.  La forza delle idee unita alla tecnica e  all’arte si convogliavano creando  una possibilità illimitata di essere coinvolti in prodigi:  nasce il David di Lionardo modellato a sua immagine all’età di quattordici anni. Erroneamente attribuito al Verrocchio, ci mostra Lionardo nella sua poderosa fanciulezza e nella splendente bellezza “mai troppo lodata”.Dalla fucina del Verrocchio presero forma opere mirabili tra cui la resurrezione di Cristo dove  il soldato addormentato è ancora Lionardo giovinetto che firma l’opera L V: Lionardo Vince come lo chiamavano da bambino a Bacchereto.Il chirurgo Della Torre lo incarica per disegni anatomici e che fa ? Disegna una candida quisquiglia : l’imperfezione cardiaca che ha portato il bue alla morte. La mitica quadratura del cerchio…è risolta dal compasso rotante semplicemente composto da due ruote del raggio voluto distanziate da un’asse equivalente al raggio delle ruote; di una estrema chiarezza  basata sulla purezza:  se si accoppia questa alla magia della sua mente  ad ogni accoppiamento  questo diventa fecondo e  così nasce  il David attribuito a Donatello, che, per questa attribuzione postuma  avrebbe richiamato tutti i suoi santi protettori per baciarli direttamente. C’è un canto, una fiaba , una fiaba cantata che accompagna gli istanti terreni della nostra vita spensierata: una ninna -nanna che rimbalza con echi argentini , un amore che ha il tempo ed il luogo tra le braccia di chi ci ha dato la vita e non si scorda mai. Il cartone della Sant’Anna che sorregge la figlia che sorregge il bimbo, il sentiero della vita che per Lionardo è grazia e riconoscenza per nonna Lucia che ha sorretto a Toia sua mamma Caterina e lui infante. Tema piramidale di assoluta stabilità. Lorenzo dei Medici ” Che lo fece e lo distrusse” lo inviò alla corte di Ludvico i Moro, a Milano, con un vistoso paspartout dispregiativo: ” suonatore di lira”. Alla corte di Ludovico gli accadimenti furono tanti e quanti una corrente sottomarina non visibile ma dalla dirompenza  tale da alterare il corso dell’Arte. Nella vicina Santa Maria degli Angeli inizia il Cenacolo , il cui esito è da tutti conosciuto. Nondimeno è l’altoparlante di una pittura moderna e dinamica. Beatrice d’Este è lì, esattamente nel posto in cui doveva stare: Intelligente, selvatica, colta, sposa infelice del Moro. Nella corte di Milano nacque e morì un sentimento così grande da farci sostare per ore per vederne il suo intimo cuore ,semplicemente umano e criptato al Louvre.

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6 thoughts on “Semplicemente Leonardo da Vinci scultore

  1. Cara Adelma, la semplicità con la quale parli di storia e arte fa letteralmente innamorare e appassionare di temi resi noiosi, ma cosí noiosi da tutti sti “capiscioni” che ce l’hanno riquadrate, tanto per rimanere in tema. Continua così. Un bacio dai tuoi fan Emanuele e Aurora

  2. se mi avessero racontato la storia dell’arte, come tu la racconti, sicuramente oggi saprei molto di più di date di nascita e di morte e titoli di opere. Si dimentica troppo spesso nelle scuole che i personaggi dei quali stiamo studiando sono state persone, con una storia personale, con le loro debolezze ma anche con le meraviglie che alcuni se non tutti noscondono nel loro io più profondo . Perchè alcuni “grandi” come Lionardo non avevano bisogno di alcunchè per stupire, la loro ricchezza interiore, la capacità di vedere oltre e di scrutare nell’animo umano, la sensibilità profonda, li accompagnava in ogmi loro creazione. E la perfezione tecnica se non accompagnata da una rara profondità dell’anima può essere bella da vedere ma non può suscitare emozioni. E che dire del tuo scrivere… sempre splendido leggerti.

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