La Formella di Leonardo da Vinci


In occasione della petizione ripubblico ” Storia della “Formella”.

stupendizia

Scopri la storia di un ritrovamento artistico eccezionale: una formella in fusione attribuita a Leonardo da Vinci!

In una video-intervista, Adelma Tittoni ci racconta la storia di questa scoperta, di cui ci parla anche nel suo libro Stupendizia.

Leggi anche il brano di Stupendizia che racconta alcuni degli avvenimenti relativi alla scoperta della Formella.
Puoi saperne di più attraverso i libri di Silvio Troiani, lo studioso d’arte all’origine della scoperta: leggi il post “Altri libri su Leonardo”

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Il corrimano


Da rileggere in casa, all’aperto, sotto l’ombrellone, durante una scalata…

stupendizia

Il palazzo in cui abito da quasi trenta anni è vecchiotto, non esattamente antico, un po’ tra il lusco ed il brusco, come era solito affermare mio padre allo spuntar del sole nella pineta di Santa Severa dove eravamo soliti accamparci nel mese di Luglio di fianco al mitico Castello, affermazione dubitativa, per dire come era l’andamento del vento e del mare per quel giorno.

Il palazzo la cui costruzione può essere datata tra fine settecento, primi ottocento quindi tra il lusco ed il brusco, sul davanti ostenta una facciata con tentativi architettonici memori della illustre casata; soprattutto sul portale con rosette di cui una andata irrimediabilmente perduta . Si erge per quattro piani tinto con un bel rosso pompeiano che la sera si incendia come fuoco vivo..

Poi…una magagna, una ferita irreparabile che coinvolse il secondo piano : lo scoppio di una bombola a gas senza né morti, né…

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Caffè, un ricreatore…non solo caffeina.


Sottotitolo
TURBINIO DI PIACERE

La pianta è un piccolo albero, originario dell’Etiopia, che può raggiungere le dimensioni di circa dieci metri: foglie grandi con fiori bianchi, i frutti maturi di forma oblunga sono di color rosso violaceo. I chicchi verdi, quindi non maturi, vengon trasportati via nave in sacchi aereati perchè l’aroma, al contatto con l’aria, svanirebbe in otto ore. Interviene poi la mano dell’uomo con la tostatura o torrefazione perchè il chicco verde acquisti la tipicità del caffè. Viene portato a temperature che oscillano tra i 150 e 230°, poi fatto raffreddare con aria fresca; metodo di gran lunga migliore di quello ” ad acqua” che ne provoca il deperimento aromatico.
Il caffè è pronto per il nostro risveglio mattutino con tutta la sua carica energetica. Gli acidi clorogenici, che vengono alla luce durante la tostatura sono dei potenti antiossidanti e contribuiscono a ridurre l’assorbimento di glucosio nel tratto intestinale. Per quanto riguarda la sua conservazione deve essere preservato dall’umidità e dall’aria: elementi che favorirebbero il sapore rancido. Il miglio metodo per averlo come appena tostato, è il frigorifero: le confezioni vanno sigillate, ( per quelle in sacchetto, dopo averne ripiegato bene i bordi superiori, va bene una comune molletta da bucato) per il barattolo è sufficiente il suo coperchio.
Con il suo consumo abituale ( due, tre tazzine al giorno) si è registrata una notevole protezione contro la demenza senile o Morbo di Parkinson. Dati presentati dalla Nutriton Foundation of Italy in occasione del Convegno di Aprile 2008 tenutosi a Milano. Gli esperti concludono di guardare oltre la caffeina ma agli effetti benevoli del caffè su tutto l’organismo grazie alle fonti di polifenoli naturali nemici dei radicali liberi portatori di tumore. Il decaffeinato può essere assunto, a discrezione medica, anche dai cardiopatici e dagli insonni.

Bollino
Oltre alla caffeina è fonte di magnesio utilissimo per la memoria: circa tre tazzine al giorno.